sabato 14 febbraio 2009

Recuperare, riciclare, regalare. Ecologia e durata della vita degli oggetti. Un’idea pratica!

Riciclare il più possibile tramite la raccolta differenziata per inquinare meno : non è l’unica azione che possiamo fare per l’ambiente e la natura di cui facciamo parte.

Nella società dei consumi arrivata ad estremi livelli di “usa e getta” ci capita sovente di gettare nella spazzatura oggetti di vario tipo, ancora nuovi o quasi nuovi.
Chi è che non ha mai comprato un vestito per ritrovarselo 3 anni dopo nell’armadio senza mai averlo usato o avendolo usato un paio di volte ? Gli “errati acquisti” capitano a tutte.
Come pure accumulare libri che si leggono una volta sola e non si intende rileggere oppure accumulare troppe magliette dello stesso colore oppure diventare più ….ehmm…. grasse o più magre….
O anche cambiare i propri gusti. O cambiare lavoro e quindi ambienti e quindi vestiario.
O voler cambiare un soprammobile perché abbiamo cambiato un mobile. Insomma situazioni diverse che vanno a produrre spazzatura.
Anche riciclabile eh. Ma avete mai pensato che anche il nobilissimo riciclo (sacrosanto) comporta costi e dispendio di energia, altrimenti risparmiabili ?

E le calzeeeee ? Se siete come me avete comprato misure sbagliate almeno quanto avete comprato quelle giuste.

Niente di male, solo che gettare nella spazzatura o nelle campane per la raccolta del vestiario non ci dà la garanzia del riciclo e riutilizzo…..
Ad esempio, sinceramente io non conosco i criteri delle associazioni caritatevoli con cui una maglietta o delle scarpe vengono donate a qualcuno oppure mandati all’inceneritore.
Mi viene da pensare che un paio di scarpe di un certo valore ma solo leggermente usate, non sapendo di chi sono e non avendo garanzie igieniche, vengano effettivamente buttate nella spazzatura.
Alcune signore che si occupano di volontariato mi hanno confermato questa mia ipotesi, però ammetto sinceramente che non ho fonti certe al riguardo, e credo che non tutte le associazioni si comportino in egual modo.

Quindi, se ho un paio di scarpe di qualità che non utilizzo per vari motivi non ho un modo certo di preservare la natura evitando che finiscano nell’immondizia…… E io in questo momento voglio certezze ecologiche, almeno per quanto riguarda ciò che è in mio potere di fare.

Beninteso che se trovo un’associazione di volontariato che mi dà la certezza del riutilizzo dei miei oggetti/ vestiti donandoli a chi ne ha bisogno (causa povertà) privilegerò questa strada.
Ma non sempre si trovano i tempi e i modi di farlo.
E poi, francamente, non tutto può essere dato alle associazioni caritatevoli.
Che se ne fa un “povero” di un romanzo rosa ? Delle schede-ricette plastificate di cucina francese? Di un completino colorato per le vacanze al mare ? Di una ciabattina luccicante a tacco alto che abbiamo comprato per sfizio ? Di un soprammobile di Murano ? Di un flacone di profumo che non ci piace più? Di una serie di CD che non ci piace più ascoltare ? Di una scatolina porta-gioie ? Di un bijoux che proprio non capiamo perché l’abbiamo comprato ?
AAAAAALLLT ! NON gettate tutto nella spazzatura !


Comprare meno e con oculatezza è certo la prima cosa da fare, anche perché l’attuale congiuntura economica non ci consente certo di spendere e spandere.
Però “cose in più” in casa ce le ritroviamo sempre.

Una soluzione che si sta sviluppando in alcuni gruppi è quella di ALLUNGARE LA VITA DELL’OGGETTO tramite il DONO - REGALO BEN MIRATO.
Ed è questa l’idea che sto sviluppando qui.
E che vorrei che si diffondesse.

In questo modo, qualcuno che pensa di poter usare quello che io non uso, eviterà di andarsi a comprare delle altre scarpe o un’altra maglietta o un romanzo in libreria o il passeggino del bambino…… così facendo succede che da una parte si riduce la spazzatura, i relativi costi e il relativo inquinamento ambientale – e dall’altra parte una persona risparmierà i suoi soldi, il suo tempo e la benzina della macchina (altro inquinante) per andarsi a comprare quell’oggetto che le può far comodo.
Certo bisognerà calcolare l’inquinamento prodotto dall’oggetto per andare da casa mia a casa sua, ma di questo mi occupo dopo :-)

Intanto riflettiamo: molte volte un nuovo acquisto, con la bassa qualità che mediamente ci offrono oggi i negozi, non sarebbe certo migliore di quel regalo che ci arriva da una persona che conosciamo e con la quale possiamo fare scambi/baratti o semplicemente REGALI.

Non serve in effetti sentirsi in obbligo di ricambiare: perché lo scambio consiste nel fatto che una persona si libera la casa di oggetti “inutili” (nel senso di non più utilizzati) e un’altra persona beneficia di oggetti “nuovi” che le servono o che le fa piacere avere in casa.


Navigando nei siti internet francesi ho trovato organizzazioni che si occupano di “Recupero e Regalo”, per scopi ambientali, e mettono in contatto le persone che vogliono REGALARE con quelle che vogliono RICEVERE IL REGALO.
In Italia invece ho trovato più che altro qualche iniziativa di “baratto” limitata a qualche città in cui ogni tanto organizzano un mercatino per barattare.
Abbiamo in compenso una notevole diffusione dei mercatini dell’usato in cui vendere/comprare, li ho già sperimentati e non m’interessano più.
Ad un livello sempre piuttosto limitato, in Italia, a piccoli gruppi su internet, e con pochissima pubblicità di queste iniziative, si trovano anche persone che si spediscono l’una l’altra oggetti o indumenti che non usano più.

Ed ecco quindi la mia idea.

Ho pensato all’azione diretta del regalo, diciamo così, accompagnata da questo scritto per evitare fraintendimenti sugli scopi dell’azione stessa.
Un regalo a kilometri zero per l’esattezza, ispirato alla stessa filosofia già applicata da tempo in ambito di acquisti alimentari ecologici.

In pratica io propongo di privilegiare le persone a noi vicine prima di imbarcarsi in spedizioni nazionali e internazionali, come avviene ora via internet in qualche gruppo ambientalista.
Propongo cioè di tenere la spedizione a distanza come seconda soluzione.


Il più classico pensiero che voglio evitare però è quello che “vada facendo la carità”a qualcuno. E credo che sia questa la prima preoccupazione se mi presento con un paio di calze presso un parente o un’amica.
E allora è necessario spiegare che non si sta facendo una questione di soldi (magari chi riceve è più danaroso/a di me) ma una questione di ecologia!
Ed è anche importante che la persona ricevente abbia davvero piacere o necessità di quell’oggetto. Quindi parliamone chiaramente. Inutile portare la “spazzatura” agli altri perché la buttino loro nel bidone :-)

Per questo invito chi voglia applicare questa semplice idea alla propria routine quotidiana a stampare questo scritto, in tutto o in parte, per accompagnarlo all’oggetto regalato.
Si potrebbe avviare un circolo virtuoso !
E limitare notevolmente la spazzatura.

Credo che questo ci aiuterà molto anche a capire quanta roba inutile compriamo e quindi regolare diversamente i nostri acquisti futuri.
Imperniandoli più sull’alta qualità e sull’effettiva utilità che sulla quantità.
Questo sarà oggetto di altre mie trattazioni in sezione “risparmio”.