giovedì 12 marzo 2009
Laboratori di cosmesi ecobiologica fai-da-te
Oltre al sito http://biodetersivi.altervista.org/homepage.htm
ho trovato in rete altre risorse e laboratori pratici che mi hanno accompagnato nella mia ricerca iniziale di stili ecobiologici.
La mia ricerca e i miei esperimenti continuano e il blog mi aiuta a tenere in ordine le idee, oltre che permettermi di incontrare riscontri e nuovi spunti dalle persone che desiderano scrivermi.
Quando si arriva alla sperimentazione e all’autoproduzione di cosmetica trovo che ci sia bisogno anche di un confronto puntuale con altre persone che fanno sperimentazioni simili.
Sia per il miglior reperimento delle materie prime che per lo scambio di “tecniche”, ma anche per uno scambio di opinioni sul gradimento d’uso di certi prodotti, sia autoprodotti che acquistati in negozio, o sulla fattibilità di alcuni comportamenti che la scelta ecobiologica comporta.
Non è facilissimo trovare in rete dei lavori e dei progetti organici. Uno degli obiettivi del mio blog è appunto quello di essere un lavoro organico che offra soluzioni pratiche a chi legge ma anche un supporto di informazioni valide e corrette scientificamente.
In questo senso mi ispiro ad alcune colleghe blogueuses, francesi.
Fare entrambe le cose è impegnativo. Nel blog voglio portare avanti questi due progetti che s'intrecciano: informazione corretta scientificamente e soluzioni pratiche quotidiane.
Ogni post in questo senso è un pò un "distillato".
Anche distinguere è impegnativo.
Intendo: distinguere le mode ecobiologiche dai veri comportamenti sani/ecobiologici.
Per dirla tutta: perché mai dovrei fare autoproduzione se poi fabbrico un prodotto molto simile chimicamente a qualcosa che trovo in commercio, evitando solo qualche ingrediente "troppo sintetico” ? E chiudendo un'occhio sugli ingredienti "mediamente sintetici"..... magari solo perchè il colore della mia crema non è abbastanza chic.
Anche questa secondo me è malintesa ecologia.
Beh, se la cosmetica fai-da-te costituisce un hobby come un altro allora non discuto e ci si può costruire in casa un laboratorio di chimica come quello di un'azienda cosmetica.
Ma se invece fa parte di un progetto di vita ecologico/salutare bisogna valutare quello che si sta facendo.
Nella mia filosofia della cosmetica ecobio, la produzione fai-da-te deve essere radicalmente diversa dal cosmetico ecobiologico che posso acquistare in negozio.
Altrimenti per il bene dell’ambiente è meglio acquistarlo in negozio, luogo in cui le numerose materie prime hanno fatto il viaggio per servire più persone e non solo me che produco a casa mia.
Il bene dell'ambiente poi stranamente nel caso della cosmetica coincide con il bene della pelle in quanto meno sostanze mettiamo sulla cute e minore risulta il rischio di allergie/reazioni/sensibilizzazioni.
Purtroppo, siccome il settore e gli argomenti sono ancora “giovani”, anche a livello internazionale, è più facile trovare ambienti (reali e virtuali) in cui il compromesso con la chimica tradizionale e con i vecchi schemi di pensiero sia preferito alla ricerca di nuove soluzioni.
Il movimento verso il quale e con il quale viaggio io è comunque un movimento inevitabile, mondiale, per l'intimo intreccio che si va di questi tempi sempre più evidenziando tra economia ed ecologia. E nell'economia è compresa l'economia.... domestica (cosiddetta anticamente) che nei tempi che incontreremo diventerà punto strategico, sempre di più, in qualità e quantità che forse mai avremmo immaginato.
Non sono un'integralista "ambientalista vecchia maniera", non lo sono mai stata, mica comincerò adesso :-)
Ma innovatrice e con la tendenza a guardare lontano verso l’inesplorato, questo sì.
Quell’inesplorato che ci riporti con i piedi per terra. O meglio, sulla terra.
E allora non dico che dobbiamo usare solo l’olio di oliva a chilometri zero, ma magari dico che il burro di karité (che già viene dall’Africa e fa vari viaggi e trasformazioni), il burro di cacao e una serie limitata di ingredienti -che ognuna saprà scegliere- ci può bastare per fare le nostre preparazioni casalinghe. Fantastiche ed efficaci ma non stupidamente sofisticate.
E per il resto dei prodotti che ci servono, ci rilassiamo e scegliamo nei migliori negozi i nostri cosmetici eco-bio frutto di ricerca e di tecnologia, che ovviamente sapremo riconoscere, valutare, pretendere.
Questa naturalmente è una mia precisa posizione etica che non impongo a nessuno. La offro semplicemente alla valutazione di chi legge perchè, me compresa, si pensi alle azioni che facciamo quotidianamente e al loro impatto ambientale.
Molte volte volte porto avanti anch'io dei comportamenti poco ecologici...... e passo dopo passo voglio migliorare nelle mie azioni di tutti i giorni.
Dopo questa riflessione, torno alla pratica.
Ho trovato in quest’ultimo anno due lavori italiani pubblicati in rete e scaricabili gratutitamente che danno qualche buon spunto di partenza.
Trovo il loro impianto teorico e le informazioni fornite molto buone.
Sia per autoprodurre che per scegliere o almeno iniziare a conoscere i prodotti in commercio.
Trovo meno utili e molte volte poco fattibili, oppure poco piacevoli, alcune volte inutilmente macchinose, altre volte cosmetologicamente improponibili, la maggior parte delle ricette proposte.
In alcuni casi invece alcune ricette mi hanno fornito una qualche ispirazione.
Si sa, i gusti sono gusti e ognuna ha i propri anche in fatto di cosmetica.
Ciò non toglie che i seguenti lavori siano fatti molto bene nella parte informativa e redatti da persone sicuramente competenti.
Il laboratorio Stilinfo di Venezia, cliccare per scaricare la dispensa gratuita, molto sintetica e semplice:
http://www.ambiente.venezia.it/ambientario/upload/labostilinfo_detersivi310505_1autoproduzione.pdf
lo sportello del progetto veneziano per chi vuole ulteriori informazioni anche su altri progetti di ecologia e ambiente:
http://www.ambiente.venezia.it/nuovo/pagina.asp?id_pagina=77
Qui di seguito invece trovate un vero e proprio libro da scaricare gratuitamente.
Si tratta del lavoro di Francesca Marotta che affronta il tema della bellezza naturale anche dal punto di vista dell’alimentazione, fornendo sia ricette cosmetiche che di cucina.
Anche in questo caso però, mentre mi ritrovo nel 90% delle posizioni teoriche, mi ritrovo al massimo nel 10% della realizzazione pratica.
Ad esempio non consiglierei mai di usare la curcuma nella cosmetica-fai-da-te sia perché ne conosco direttamente il potere colorante e macchiante (giallo vivo) perché uso questa spezia in cucina sia perché ho già incontrato in rete qualche disperata che se l’era spalmata in faccia e non riusciva più a toglierla. La battuta nasce spontanea: effetto Simpson.
Altre soluzioni pratiche che non condivido sono le ricette delle saponette di Marsiglia fatte a scaglie, cucinate e integrate con mandorle o frutta secca….. Perché tutta questa macchinosità per ottenere… una nuova saponetta di Marsiglia?
E il balsamo labbra al mandarino: la sola cera d’api con olio non credo che sortisca gli effetti desiderati sulle labbra. Inoltre l’uso degli olii essenziali in questo balsamo è smodato: secondo me è un dosaggio troppo alto e rischia di irritare alcune pelli sensibili.
Secondo me si indicano dosaggi troppo alti di olii essenziali anche negli olii per i bebé.
La mia filosofia e la mia pratica è del tutto diversa e segue piuttosto i dettami dell’aromaterapia francese.
(intendo: niente olii essenziali prima dei 3 anni di età, dunque un olio per bebè per me non deve esistere. Successivamente, cioè per bambini dopo i 3 anni, molta cautela nei dosaggi e concorde il medico.
Nella mia cosmetica casalinga, per adulti: olii essenziali in bassissima dose per mera profumazione, altrimenti si rischia di indurre un effetto aromaterapico in chi non lo desidera e nemmeno lo conosce. Se le dosi sono più alte del mero e lieve "profumino" bisogna allora spiegare l'effetto psico-fisico che ci si aspetta da quegli olii. Nel caso del balsamo labbra si cita mandarino, cannella, menta, in buona quantità.... ma non se ne spiegano le differenze....)
Trovo invece ottimo nel libro della Marotta il consiglio della detergenza con le farine di cereali e di legumi. Ottimo!
Ma poi, ancora, si consiglia curcuma e mallo di noce per l’esposizione al sole, cioè proprio in un olio solare….... io dico che si rimane macchiate!
E lo shampoo-minestrone di lenticchie per lavarsi i capelli, tra l’altro riportato anche nel Laboratorio Veneziano Stilinfo ?
No no, il minestrone sulla testa non ce lo voglio :-)
E allora perché metto il link … ?
Perché trovo fantastico, valido e informativo nonché corretto tutto ciò che Francesca Marotta scrive prima della sua sezione delle ricette.
E’ davvero un lavoro ben fatto, con ottimi approfondimenti e basi scientifiche serie. Se mi dovesse leggere, le faccio tanti complimenti!
E per il resto, pazienza: ognuna farà a casa sua le ricette che preferisce :-)
http://www.stampalternativa.it/liberacultura/books/cosmesi.pdf
Un sentito grazie alle persone che condividono gratuitamente il proprio lavoro di ricerca.
Un altro lavoro molto utile che ci fa riflettere su quanta chimica “inutile” ci circondi, solo di recente valutata nei suoi effetti sulla salute umana, è il rapporto di Greenpeace sulle sostanze contenute nei profumi e la certezza che gli stessi si possano produrre con molecole più sicure.
In questo caso si evince come non ci sia la “cattiveria” di alcuni e la “bontà” di altri ma piuttosto una disinformazione dilagante, mancanza di studi, ecc.
http://www.greenpeace.it/inquinamento/chimica/profumi.pdf
...uhmmmm.... questo blog inizia a scarseggiare di ricette di bellezza.
Il prossimo post : ricette !!!
ho trovato in rete altre risorse e laboratori pratici che mi hanno accompagnato nella mia ricerca iniziale di stili ecobiologici.
La mia ricerca e i miei esperimenti continuano e il blog mi aiuta a tenere in ordine le idee, oltre che permettermi di incontrare riscontri e nuovi spunti dalle persone che desiderano scrivermi.
Quando si arriva alla sperimentazione e all’autoproduzione di cosmetica trovo che ci sia bisogno anche di un confronto puntuale con altre persone che fanno sperimentazioni simili.
Sia per il miglior reperimento delle materie prime che per lo scambio di “tecniche”, ma anche per uno scambio di opinioni sul gradimento d’uso di certi prodotti, sia autoprodotti che acquistati in negozio, o sulla fattibilità di alcuni comportamenti che la scelta ecobiologica comporta.
Non è facilissimo trovare in rete dei lavori e dei progetti organici. Uno degli obiettivi del mio blog è appunto quello di essere un lavoro organico che offra soluzioni pratiche a chi legge ma anche un supporto di informazioni valide e corrette scientificamente.
In questo senso mi ispiro ad alcune colleghe blogueuses, francesi.
Fare entrambe le cose è impegnativo. Nel blog voglio portare avanti questi due progetti che s'intrecciano: informazione corretta scientificamente e soluzioni pratiche quotidiane.
Ogni post in questo senso è un pò un "distillato".
Anche distinguere è impegnativo.
Intendo: distinguere le mode ecobiologiche dai veri comportamenti sani/ecobiologici.
Per dirla tutta: perché mai dovrei fare autoproduzione se poi fabbrico un prodotto molto simile chimicamente a qualcosa che trovo in commercio, evitando solo qualche ingrediente "troppo sintetico” ? E chiudendo un'occhio sugli ingredienti "mediamente sintetici"..... magari solo perchè il colore della mia crema non è abbastanza chic.
Anche questa secondo me è malintesa ecologia.
Beh, se la cosmetica fai-da-te costituisce un hobby come un altro allora non discuto e ci si può costruire in casa un laboratorio di chimica come quello di un'azienda cosmetica.
Ma se invece fa parte di un progetto di vita ecologico/salutare bisogna valutare quello che si sta facendo.
Nella mia filosofia della cosmetica ecobio, la produzione fai-da-te deve essere radicalmente diversa dal cosmetico ecobiologico che posso acquistare in negozio.
Altrimenti per il bene dell’ambiente è meglio acquistarlo in negozio, luogo in cui le numerose materie prime hanno fatto il viaggio per servire più persone e non solo me che produco a casa mia.
Il bene dell'ambiente poi stranamente nel caso della cosmetica coincide con il bene della pelle in quanto meno sostanze mettiamo sulla cute e minore risulta il rischio di allergie/reazioni/sensibilizzazioni.
Purtroppo, siccome il settore e gli argomenti sono ancora “giovani”, anche a livello internazionale, è più facile trovare ambienti (reali e virtuali) in cui il compromesso con la chimica tradizionale e con i vecchi schemi di pensiero sia preferito alla ricerca di nuove soluzioni.
Il movimento verso il quale e con il quale viaggio io è comunque un movimento inevitabile, mondiale, per l'intimo intreccio che si va di questi tempi sempre più evidenziando tra economia ed ecologia. E nell'economia è compresa l'economia.... domestica (cosiddetta anticamente) che nei tempi che incontreremo diventerà punto strategico, sempre di più, in qualità e quantità che forse mai avremmo immaginato.
Non sono un'integralista "ambientalista vecchia maniera", non lo sono mai stata, mica comincerò adesso :-)
Ma innovatrice e con la tendenza a guardare lontano verso l’inesplorato, questo sì.
Quell’inesplorato che ci riporti con i piedi per terra. O meglio, sulla terra.
E allora non dico che dobbiamo usare solo l’olio di oliva a chilometri zero, ma magari dico che il burro di karité (che già viene dall’Africa e fa vari viaggi e trasformazioni), il burro di cacao e una serie limitata di ingredienti -che ognuna saprà scegliere- ci può bastare per fare le nostre preparazioni casalinghe. Fantastiche ed efficaci ma non stupidamente sofisticate.
E per il resto dei prodotti che ci servono, ci rilassiamo e scegliamo nei migliori negozi i nostri cosmetici eco-bio frutto di ricerca e di tecnologia, che ovviamente sapremo riconoscere, valutare, pretendere.
Questa naturalmente è una mia precisa posizione etica che non impongo a nessuno. La offro semplicemente alla valutazione di chi legge perchè, me compresa, si pensi alle azioni che facciamo quotidianamente e al loro impatto ambientale.
Molte volte volte porto avanti anch'io dei comportamenti poco ecologici...... e passo dopo passo voglio migliorare nelle mie azioni di tutti i giorni.
Dopo questa riflessione, torno alla pratica.
Ho trovato in quest’ultimo anno due lavori italiani pubblicati in rete e scaricabili gratutitamente che danno qualche buon spunto di partenza.
Trovo il loro impianto teorico e le informazioni fornite molto buone.
Sia per autoprodurre che per scegliere o almeno iniziare a conoscere i prodotti in commercio.
Trovo meno utili e molte volte poco fattibili, oppure poco piacevoli, alcune volte inutilmente macchinose, altre volte cosmetologicamente improponibili, la maggior parte delle ricette proposte.
In alcuni casi invece alcune ricette mi hanno fornito una qualche ispirazione.
Si sa, i gusti sono gusti e ognuna ha i propri anche in fatto di cosmetica.
Ciò non toglie che i seguenti lavori siano fatti molto bene nella parte informativa e redatti da persone sicuramente competenti.
Il laboratorio Stilinfo di Venezia, cliccare per scaricare la dispensa gratuita, molto sintetica e semplice:
http://www.ambiente.venezia.it/ambientario/upload/labostilinfo_detersivi310505_1autoproduzione.pdf
lo sportello del progetto veneziano per chi vuole ulteriori informazioni anche su altri progetti di ecologia e ambiente:
http://www.ambiente.venezia.it/nuovo/pagina.asp?id_pagina=77
Qui di seguito invece trovate un vero e proprio libro da scaricare gratuitamente.
Si tratta del lavoro di Francesca Marotta che affronta il tema della bellezza naturale anche dal punto di vista dell’alimentazione, fornendo sia ricette cosmetiche che di cucina.
Anche in questo caso però, mentre mi ritrovo nel 90% delle posizioni teoriche, mi ritrovo al massimo nel 10% della realizzazione pratica.
Ad esempio non consiglierei mai di usare la curcuma nella cosmetica-fai-da-te sia perché ne conosco direttamente il potere colorante e macchiante (giallo vivo) perché uso questa spezia in cucina sia perché ho già incontrato in rete qualche disperata che se l’era spalmata in faccia e non riusciva più a toglierla. La battuta nasce spontanea: effetto Simpson.
Altre soluzioni pratiche che non condivido sono le ricette delle saponette di Marsiglia fatte a scaglie, cucinate e integrate con mandorle o frutta secca….. Perché tutta questa macchinosità per ottenere… una nuova saponetta di Marsiglia?
E il balsamo labbra al mandarino: la sola cera d’api con olio non credo che sortisca gli effetti desiderati sulle labbra. Inoltre l’uso degli olii essenziali in questo balsamo è smodato: secondo me è un dosaggio troppo alto e rischia di irritare alcune pelli sensibili.
Secondo me si indicano dosaggi troppo alti di olii essenziali anche negli olii per i bebé.
La mia filosofia e la mia pratica è del tutto diversa e segue piuttosto i dettami dell’aromaterapia francese.
(intendo: niente olii essenziali prima dei 3 anni di età, dunque un olio per bebè per me non deve esistere. Successivamente, cioè per bambini dopo i 3 anni, molta cautela nei dosaggi e concorde il medico.
Nella mia cosmetica casalinga, per adulti: olii essenziali in bassissima dose per mera profumazione, altrimenti si rischia di indurre un effetto aromaterapico in chi non lo desidera e nemmeno lo conosce. Se le dosi sono più alte del mero e lieve "profumino" bisogna allora spiegare l'effetto psico-fisico che ci si aspetta da quegli olii. Nel caso del balsamo labbra si cita mandarino, cannella, menta, in buona quantità.... ma non se ne spiegano le differenze....)
Trovo invece ottimo nel libro della Marotta il consiglio della detergenza con le farine di cereali e di legumi. Ottimo!
Ma poi, ancora, si consiglia curcuma e mallo di noce per l’esposizione al sole, cioè proprio in un olio solare….... io dico che si rimane macchiate!
E lo shampoo-minestrone di lenticchie per lavarsi i capelli, tra l’altro riportato anche nel Laboratorio Veneziano Stilinfo ?
No no, il minestrone sulla testa non ce lo voglio :-)
E allora perché metto il link … ?
Perché trovo fantastico, valido e informativo nonché corretto tutto ciò che Francesca Marotta scrive prima della sua sezione delle ricette.
E’ davvero un lavoro ben fatto, con ottimi approfondimenti e basi scientifiche serie. Se mi dovesse leggere, le faccio tanti complimenti!
E per il resto, pazienza: ognuna farà a casa sua le ricette che preferisce :-)
http://www.stampalternativa.it/liberacultura/books/cosmesi.pdf
Un sentito grazie alle persone che condividono gratuitamente il proprio lavoro di ricerca.
Un altro lavoro molto utile che ci fa riflettere su quanta chimica “inutile” ci circondi, solo di recente valutata nei suoi effetti sulla salute umana, è il rapporto di Greenpeace sulle sostanze contenute nei profumi e la certezza che gli stessi si possano produrre con molecole più sicure.
In questo caso si evince come non ci sia la “cattiveria” di alcuni e la “bontà” di altri ma piuttosto una disinformazione dilagante, mancanza di studi, ecc.
http://www.greenpeace.it/inquinamento/chimica/profumi.pdf
...uhmmmm.... questo blog inizia a scarseggiare di ricette di bellezza.
Il prossimo post : ricette !!!